0004 Repertorio

CONSIGLIO DI STATO; Sezione VI; 18 febbraio 2015 n. 823

LEGGI, DECRETI E REGOLAMENTI – REGOLAMENTI – CARATTERI – ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI GENERALI – DIFFERENZE – INDIVIDUAZIONE

UNIONE EUROPEA – CONCORRENZA – AIUTI DI STATO – CONDIZIONI E PRESUPPOSTI EX ART. 107, TFUE – CUMULATIVITÀ – SUSSISTENZA

UNIONE EUROPEA – CONCORRENZA – AIUTI DI STATO – REDISTRIBUZIONE RISORSE TRA PRIVATI – MANCATO COINVOLGIMENTO RISORSE PUBBLICHE – NON CONFIGURABILITÀ – FATTISPECIE

UNIONE EUROPEA – CONCORRENZA – AIUTI DI STATO – ONERE DELLA PROVA – NECESSITÀ

I caratteri che, sul piano del contenuto sostanziale, valgono a differenziare i regolamenti dagli atti e provvedimenti amministrativi generali, vanno individuati in ciò, che quest’ultimi costituiscono espressione di una semplice potestà amministrativa e sono diretti alla cura concreta di interessi pubblici, con effetti diretti nei confronti di una pluralità di destinatari non necessariamente determinati nel provvedimento, ma determinabili. I regolamenti, invece, sono espressione di una potestà normativa attribuita all’Amministrazione, secondaria rispetto alla potestà legislativa, e disciplinano in astratto tipi di rapporti giuridici mediante una regolazione attuativa o integrativa della legge, ma ugualmente innovativa rispetto all’ordinamento giuridico esistente, con precetti che presentano appunto i caratteri della generalità e dell’astrattezza, intesi essenzialmente come ripetibilità nel tempo dell’applicazione delle norme e non determinabilità dei soggetti cui si riferiscono. Inoltre, ai sensi dell’art. 17, l. 23 agosto 1988, n. 400, l’esercizio della potestà normativa attribuita all’esecutivo, quando sia necessario e consentito, deve svolgersi con l’osservanza di un particolare modello procedimentale, secondo cui per i regolamenti di competenza ministeriale sono richiesti il parere del Consiglio di Stato, la preventiva comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, il visto e la pubblicazione nella «Gazzetta Ufficiale».

Il divieto di aiuti di Stato presuppone che sia soddisfatto ognuno dei quattro criteri cumulativi sui quali si fonda l’art. 107, par. l, TFUE). In primo luogo, deve trattarsi di un intervento dello Stato ovvero effettuato mediante risorse statali; in secondo luogo tale intervento deve poter incidere sugli scambi tra gli Stati membri; in terzo luogo deve concedere un vantaggio al suo beneficiario e, in quarto luogo, deve falsare o minacciare di falsare la concorrenza. Le condizioni di cui all’art. 107, TFUE sono cumulative ed é quindi sufficiente che anche una sola di esse non sia soddisfatta per escludere la presenza di un aiuto di Stato.

Va esclusa la presenza di un aiuto di Stato ogniqualvolta l’intervento statale produca una redistribuzione di risorse tra privati, senza in alcun modo coinvolgere risorse pubbliche, ovvero che impone a imprese di distribuzione di acquistare a prezzi minimi prefissati l’energia elettrica prodotta da fonti di energia rinnovabili, addossando il relativo onere alle imprese produttrici di energia da fonti convenzionali.

Sussiste l’onere di allegare e provare gli elementi di fatto necessari a dimostrare la ricorrenza nel caso concreto di un aiuto di Stato, essendo escluso che il giudice di merito debba accertare d’ufficio l’esistenza di tali elementi.

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