0004 Repertorio

CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA; Grande Sezione; 6 ottobre 2015 C-362/14

PRIVACY – RINVIO PREGIUDIZIALE – DATI PERSONALI – TUTELA DELLE PERSONE FISICHE CON RIGUARDO AL TRATTAMENTO DI TALI DATI – CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA – ARTICOLI 7, 8 E 47 – DIRETTIVA 95/46/CE – ARTICOLI 25 E 28 – TRASFERIMENTO DI DATI PERSONALI VERSO PAESI TERZI – DECISIONE 2000/520/CE – TRASFERIMENTO DI DATI PERSONALI VERSO GLI STATI UNITI – LIVELLO DI PROTEZIONE INADEGUATO – VALIDITÀ – RICORSO DI UNA PERSONA FISICA I CUI DATI PERSONALI SONO STATI TRASFERITI DALL’UNIONE EUROPEA VERSO GLI STATI UNITI – POTERI DELLE AUTORITÀ GARANTI NAZIONALI PER LA PROTEZIONE DEI DATI

L’articolo 25, paragrafo 6 della direttiva 95/46/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, modificata dal regolamento (Ce) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 settembre 2003, letta alla luce degli articoli 7, 8 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere interpretata nel senso che una decisione adottata sulla base di questa norma, come la decisione della Commissione 2000/520/Ce del 26 luglio 2000, a norma della direttiva 95/46/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio sull’adeguatezza della protezione offerta dai principi di approdo sicuro e dalle relative «Domande più frequenti» (Faq) in materia di riservatezza pubblicate dal Dipartimento del commercio degli Stati Uniti («Safe Harbour» o «Approdo sicuro»), per mezzo della quale la Commissione europea dichiara che uno Stato terzo assicura un adeguato livello di protezione, non impedisce a un’autorità nazionale il controllo, istituita ai sensi dell’articolo 28 della direttiva in questione, come modificata, di esaminare il ricorso di una persona concernente la tutela dei suoi diritti e libertà in relazione al trattamento dei suoi dati personali che siano stati trasferiti da uno Stato membro a un paese terzo, nel quale questa persona asserisce che la legislazione e la prassi in vigore non assicurino un adeguato livello di protezione dei dati personali. La decisione della Commissione 2000/520/Ce è invalida.

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