0004 Repertorio

CORTE DI CASSAZIONE; Sezione I Civile; 20 luglio 2015 n. 15138

STATUS E CAPACITÀ – MUTAMENTO DI SESSO – RETTIFICA ANAGRAFICA – INTERVENTO CHIRURGICO – NECESSITÀ – NON SUSSISTE – artt. 2, 32 Cost.; artt. 1, 3 l. 164/82; art. 31 d.lgs. 150/11

L’interesse pubblico alla definizione certa dei generi, anche considerando le implicazioni che ne possono conseguire in ordine alle relazioni familiari e filiali, non richiede il sacrificio del diritto alla conservazione della propria integrità psico fisica sotto lo specifico profilo dell’obbligo dell’intervento chirurgico inteso come segmento non eludibile dell’avvicinamento del soma alla psiche, giacché l’acquisizione di una nuova identità di genere può essere il frutto di un processo individuale che non ne postula la necessità, purché la serietà ed univocità del percorso scelto e la compiutezza dell’approdo finale sia accertata, ove necessario, mediante rigorosi accertamenti tecnici in sede giudiziale.

RETTIFICA DEL SESSO – NECESSITÀ DELL’INTERVENTO CHIRURGICO – ESCLUSIONE

Alla luce di una interpretazione costituzionalmente orientata e conforme alla giurisprudenza della CEDU degli artt. 1 della legge n. 164 del 1982, nonché del successivo art. 3 della medesima legge, attualmente confluito nell’art. 31, comma 4, del d.lgs. n. 150 del 2011, per ottenere la rettificazione del sesso nei registri dello stato civile, l’adeguamento dei caratteri sessuali non implica necessariamente l’intervento chirurgico demolitorio quando, all’esito di un’accurata indagine giudiziaria, venga accertata la serietà ed univocità del percorso scelto dall’individuo e la compiutezza dell’approdo finale.

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