0004 Repertorio

CORTE DI CASSAZIONE; Sezione I Civile; 21 aprile 2015 n. 8097

STATUS E CAPACITÀ – STATO CIVILE – REGISTRO DEGLI ATTI DI STATO CIVILE – ANNOTAZIONE DI CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO – A SEGUITO DELLA RETTIFICAZIONE DELL’ATTRIBUZIONE DI SESSO DI UNO DEI CONIUGI – DICHIARAZIONE D’ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELLA PREVISIONE DELL’AUTOMATICA CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO – CONSERVAZIONE DELL’ANNOTAZIONE DI MATRIMONIO – SOTTOPOSIZIONE ALLA CONDIZIONE TEMPORALE RISOLUTIVA COSTITUITA DALLA NUOVA REGOLAMENTAZIONE CHE DOVRÀ ESSERE DATA DAL LEGISLATORE – artt. 2, 136 Cost.; artt. 2, 4 l. 164/82; art. 95 d.p.r. 396/00; art. 31 d.lgs. 150/11

In virtù della sentenza della Corte costituzionale 11 giugno 2014 n. 170, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 2 e 4 della legge 14 aprile 1982 n. 164 e dell’articolo 31, comma 6, del Dlgs 1° settembre 2011 n. 150, in caso di rettificazione dell’attribuzione di sesso di uno dei coniugi, ove i coniugi lo richiedano, i medesimi conservano i diritti e doveri conseguenti al vincolo matrimoniale legittimamente contratto, fino a quando il legislatore non consenta a essi di mantenere in vita il rapporto di coppia giuridicamente regolato regolato con altra forma di convivenza regolata che ne tuteli adeguatamente diritti e obblighi; di conseguenza, deve essere cancellata l’annotazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio apposta a margine dell’atto di matrimonio delle interessate.

RETTIFICA DEL SESSO DA PARTE DI PERSONA CONIUGATA – CONSEGUENZE – CORTE COSTITUZIONALE, SENTENZA N. 170 DEL 2014 – EFFETTI – MANTENIMENTO IN VITA DEL MATRIMONIO – SUSSISTE – SINO ALL’INTERVENTO DEL LEGISLATORE

La sentenza n. 170 del 2014 della Corte costituzionale – con la quale è stata dichiarato l’illegittimità delle norme in tema di rettifica del sesso nella parte in cui non prevedono la possibilità di mantenere in vita il rapporto di coppia con altra forma di convivenza giuridicamente riconosciuta, con modalità da statuire dal legislatore – non è di mero monito ma autoapplicativa, con la conseguenza che è costituzionalmente necessario conservare alla coppia il riconoscimento dei diritti e doveri conseguenti al matrimonio fino a quando il legislatore non intervenga.

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