0004 Repertorio

CONSIGLIO DI STATO; Sezione V; 17 luglio 2015 n. 3587

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – ESECUZIONE DEL GIUDICATO AMMINISTRATIVO – GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA – UTILIZZO

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – ESECUZIONE DEL GIUDICATO AMMINISTRATIVO – GIUDICATO A FORMAZIONE PROGRESSIVA – CONFIGURABILITÀ DOPO L’ENTRATA IN VIGORE DEL CODICE DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO – REMISSIONE ALL’ADUNANZA PLENARIA DEL CONSIGLIO DI STATO

Il giudizio di ottemperanza, secondo l’attuale elaborazione giurisprudenziale, ricomprende una pluralità di configurazioni (in relazione alla situazione concreta, alla statuizione del giudice e alla natura dell’atto impugnato), assumendo talora (quando si tratta di sentenza di condanna al pagamento di somma di denaro esattamente quantificata e determinata nell’importo, senza che vi sia esigenza ulteriore di sostanziale contenuto cognitorio) natura di semplice giudizio esecutivo, e quindi qualificabile come rimedio complementare che si aggiunge al procedimento espropriativo del codice di procedura civile, rimesso alla scelta del creditore; in altri casi il giudizio di ottemperanza può essere diretto a porre in essere operazioni materiali o atti giuridici di più stretta esecuzione della sentenza; in altri ancora ha l’obiettivo di conseguire una attività provvedimentale dell’Amministrazione ed anche effetti ulteriori e diversi rispetto al provvedimento originario oggetto della impugnazione; inoltre può essere utilizzato, in caso di materia attribuita alla giurisdizione amministrativa, anche in mancanza di completa individuazione del contenuto della prestazione o attività cui è tenuta l’amministrazione, laddove invece l’esecuzione forzata attribuita al giudice ordinario presuppone un titolo esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile.

Deve essere rimessa all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la questione se dopo la riforma del processo amministrativo attuata con l’adozione del relativo codice e l’introduzione di azioni processuali prima non riconosciute dal sistema processuale amministrativo, abbia ancora senso fare riferimento all’istituto del giudicato a formazione progressiva che è stato elaborato dalla giurisprudenza proprio per sopperire alle limitazioni proprie del processo amministrativo originario, centrato sulla sola azione di annullamento del provvedimento illegittimo, oppure se debba farsi riferimento ad un concetto di giudicato omologo a quello civilistico ed incentrato sul dictum contenuto nella sola sentenza di merito.

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