0004 Repertorio

CONSIGLIO DI STATO; Sezione IV; 25 agosto 2015 n. 3985

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – DECISIONI – OGGETTO – RINVIO PREGIUDIZIALE «COMUNITARIO» O DI «COSTITUZIONALITÀ» – SUCCESSIVA INCOMPATIBILITÀ DEL GIUDICE CHE LO HA DISPOSTO – ESCLUSIONE – RATIO

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – DECISIONI – INTERLOCUTORIA O PARZIALE – AZIONE DI RESPONSABILITÀ NEI CONFRONTI DEL GIUDICE CHE L’HA EMESSA – EFFETTI

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – GIUDIZIO AMMINISTRATIVO – IN GENERE – RICUSAZIONE DEL GIUDICE – ISTANZA – PROPOSIZIONE – TERMINE DECADENZIALE – PRESUPPOSTO

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – GIUDIZIO AMMINISTRATIVO – IN GENERE – RICUSAZIONE DEL GIUDICE – DECISIONE – PARTECIPAZIONE DEL GIUDICE RICUSATO ALLA DECISIONE – ESCLUSIONE – PRESUPPOSTO

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – GIUDIZIO AMMINISTRATIVO – IN GENERE – INTERVENUTA SUA ESTINZIONE – INTERESSE AD ECCEPIRLA – CONDIZIONE

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – GIUDIZIO AMMINISTRATIVO – IN GENERE – SOSPENSIONE – FISSAZIONE NUOVA UDIENZA – ISTANZA – PRESENTAZIONE – TERMINE

UNIONE EUROPEA – SISTEMA GIURISDIZIONALE – IN GENERE – NORMA RECANTE AL GIUDICE NAZIONALE L’ORDINE DI IGNORARE LA FORZA DI GIUDICATO DI UNA PRONUNCIA GIURISDIZIONALE – INESISTENZA

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – GIUDIZIO AMMINISTRATIVO – IN GENERE – QUESTIONI DI RINVIO PREGIUDIZIALE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA E DI DUBBIO DI COSTITUZIONALITÀ AL GIUDICE NAZIONALE DELLE LEGGI – RISOLLEVATE DAL GIUDICE NAZIONALE IN PRESENZA DI PRONUNCE PASSATE IN GIUDICATO, RESE DA ALTRI GIUDICI – AMMISSIBILITÀ

LOTTO, LOTTERIE E CONCORSI A PREMIO – LOTTERIE – NORMATIVA NAZIONALE IN MATERIA DI SCOMMESSE – CONTRASTO CON PRINCIPI DI DIRITTO COMUNITARIO DI LIBERO STABILIMENTO E DI LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI – ESCLUSIONE – RATIO

Il giudice, che abbia disposto il rinvio pregiudiziale «comunitario» o di «costituzionalità» non può per tale ragione astenersi, né può essere fondatamente ricusato ma, al contrario, deve poi decidere il restante segmento della causa a seguito della restituzione degli atti dalla Corte adita, verificandosi altrimenti una non prevista ed eccentrica forma di automatica sostituzione per incompatibilità del giudice naturale; simile opzione ermeneutica sarebbe poi del tutto illogica in quanto sottrarrebbe proprio al giudice, che ha manifestato il dubbio «comunitario» e/o «costituzionale», il compito di decidere la causa una volta risolta la questione demandata al giudizio della Corte ad quem.

La circostanza che nei confronti di un giudice che abbia reso una decisione interlocutoria, parziale etc., e che quindi non si sia definitivamente spogliato della causa, sia stata intrapresa da una delle parti del detto processo una azione risarcitoria di responsabilità, non può comportare causa di incompatibilità e astensione atteso che, opinando diversamente, l’azione di responsabilità civile, ove intrapresa da una parte in corso di causa, costituirebbe sempre e comunque il mezzo per impedire al giudice naturale di pronunciare definitivamente sulla controversia a lui assegnata.

Ai sensi dell’art. 18 comma 2, c.p.a. l’istanza di ricusazione del magistrato giudicante deve essere proposta, a pena di decadenza, almeno tre giorni prima dell’udienza designata, con domanda diretta al presidente, quando sono noti i magistrati che devono prendere parte all’udienza; in caso contrario, può proporsi oralmente all’udienza medesima prima della discussione.

Il principio per il quale il giudice ricusato non può partecipare alla decisione sulla sua ricusazione deve trovare applicazione tutte le volte che la questione abbia un nucleo minimo di consistenza personale, né può valorizzarsi, per giungere a conclusioni contrarie, il tenore letterale dell’art. 18 c.p.a. nella parte in cui, persino in ipotesi di istanze manifestamente inammissibili o infondate, sembrerebbe imporre un’autonoma decisione da parte di un giudice diverso.

Nel processo amministrativo la questione della intervenuta estinzione del processo è rilevabile ex officio, con la conseguenza che il supposto difetto di interesse in capo alla parte appellante a sollevare la relativa questione non rileva affatto.

L’istanza di fissazione dell’udienza di seguito alla sospensione del processo amministrativo, ai sensi dell’art. 80 c.p.a., deve essere presentata entro novanta giorni, ma detto termine, diversamente dalle analoghe ipotesi dell’interruzione o della sospensione del processo civile, non è previsto come perentorio.

Il diritto dell’U.E. non impone a nessun giudice nazionale di disapplicare le norme procedurali interne che attribuiscono forza di giudicato a una pronuncia giurisdizionale, neanche quando ciò permetterebbe di porre rimedio a una situazione nazionale contrastante con detto diritto.

Nel vigente ordinamento giuridico nazionale ad ogni giudice è consentito, ai sensi dell’art. 23 comma 2, l. 11 marzo 1953, n. 87, sollevare questioni di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia e di dubbio di costituzionalità al giudice nazionale delle leggi e ciò anche se, per avventura, vi siano pronunce passate in giudicato, rese da altri giudici, che abbiano escluso la fondatezza o la rilevanza di tali dubbi comunitari o costituzionali; di conseguenza il giudicato esterno non è preclusivo della possibilità che altri giudici ravvisino la necessità/opportunità del rinvio comunitario o costituzionale.

La vigente normativa nazionale in materia di scommesse non si pone in contrasto con alcuno dei principi di diritto comunitario di libero stabilimento e di libera prestazione dei servizi né viola alcuno dei diritti costituzionalmente garantiti, atteso che la politica espansiva delle scommesse, pur contraddicendo lo scopo sociale di limitare la propensione al gioco, è tuttavia coerente con quello di evitarvi, per quanto possibile, le infiltrazioni criminali, sicché la stessa non è incompatibile con i motivi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza, che, a norma degli artt. 46 e 55 del Trattato Ce, sono altrettanto (se non di più) idonei a giustificare restrizioni ai principi di libero stabilimento e di libera prestazione dei servizi; in sostanza la legislazione italiana, volta a sottoporre a controllo preventivo e successivo la gestione delle lotterie, delle scommesse e dei giuochi d’azzardo, si propone non già di contenere la domanda e l’offerta di giuoco, ma di canalizzarla in circuiti controllabili al fine di prevenire la possibile degenerazione criminale.

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