0004 Repertorio

CONSIGLIO DI STATO; Adunanza Plenaria; 13 aprile 2015 n. 4

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – DOMANDA DI ANNULLAMENTO – CONVERSIONE D’UFFICIO IN DOMANDA RISARCITORIA – ESCLUSIONE – art. 34 c.p.a.

Posto che il processo amministrativo è soggetto al principio della domanda, il giudice amministrativo non può emettere d’ufficio una pronuncia di risarcimento del danno, in presenza di una domanda di annullamento della parte ricorrente.

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – RICORSO GIURISDIZIONALE – AZIONE ANNULLATORIA E AZIONE RISARCITORIA – DIFFERENZE – INDIVIDUAZIONE

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – POTERI DEL GIUDICE – GIUDIZIO ANNULLATORIO – CONDANNA EX OFFICIO DELLA P.A. AL RISARCIMENTO IN LUOGO DI ANNULLAMENTO DELL’ATTO IMPUGNATO – ESCLUSIONE – ANNULLAMENTO GRAVEMENTE PREGIUDIZIEVOLE PER IL CONTROINTERESSATO – IRRILEVANZA

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – ADUNANZA PLENARIA DEL CONSIGLIO DI STATO – COMPETENZA E PROCEDIMENTO – POTERI – ART. 99, COMMA 4, C.P.A. – INDIVIDUAZIONE – art. 99 c.p.a.

Nel processo amministrativo l’azione di annullamento si distingue dalla domanda di risarcimento per gli elementi della domanda, in quanto nella prima la causa petendi è l’illegittimità, mentre nella seconda è l’illiceità del fatto; il petitum nella prima azione è l’annullamento degli atti o provvedimenti impugnati, mentre nella seconda è la condanna al risarcimento in forma generica o specifica; inoltre il risarcimento è disposto su «ordine» del giudice ed è diretto a restaurare la legalità violata dell’ordinamento, costituendo una situazione quanto più possibile pari o equivalente (monetariamente) o il più possibile identica a quella che ci sarebbe stata in assenza del fatto illecito; l’annullamento invece è una restaurazione dell’ordine violato «ad opera» del giudice.

Sulla base del principio della domanda che regola il processo amministrativo, il giudice amministrativo, ritenuta la fondatezza del ricorso, non può ex officio limitarsi a condannare l’amministrazione al risarcimento dei danni conseguenti agli atti illegittimi impugnati anziché procedere al loro annullamento, che abbia formato oggetto della domanda dell’istante ed in ordine al quale persista il suo interesse, ancorché la pronuncia possa recare gravi pregiudizi ai controinteressati, anche per il lungo tempo trascorso dall’adozione degli atti, e ad essa debba seguire il mero rinnovo, in tutto o in parte, della procedura esperita; si tratterebbe, infatti, della violazione del principio della domanda previsto dall’art. 99 c.p.c. nonché di quello della corrispondenza tra chiesto e pronunciato previsto dall’art. 112 c.p.c., secondo cui « il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa », applicabili ai sensi del rinvio esterno di cui all’art. 39 c.p.a. anche al processo amministrativo.

Ai sensi dell’art. 99, comma 4, c.p.a., l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, investita di una questione oggetto di contrasto giurisprudenziale, in omaggio al principio di economia processuale e per esigenze di celerità, di regola decide la controversia anche nel merito, salva la necessità di ulteriori esigenze istruttorie, nel caso di specie insussistenti.

PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO – PRINCIPIO DELLA DOMANDA – POTERE DEL GIUDICE, EX OFFICIO, DI CONDANNARE L’AMMINISTRAZIONE AL RISARCIMENTO DEL DANNO ANZICHÉ PROCEDERE ALL’ANNULLAMENTO DEGLI ATTI ILLEGITTIMI IMPUGNATI – RILEVANZA DEL TEMPO TRASCORSO DALL’ADOZIONE DEGLI ATTI O DEL GRAVE PREGIUDIZIO CHE POSSA RECARSI AI CONTROINTERESSATI – ESCLUSIONE

Sulla base del principio della domanda che regola il processo amministrativo, il giudice amministrativo, ritenuta la fondatezza del ricorso, non può ex officio limitarsi a condannare l’amministrazione al risarcimento dei danni conseguenti agli atti illegittimi impugnati anziché procedere al loro annullamento, che abbia formato oggetto della domanda dell’istante e in ordine al quale persista il suo interesse, ancorché la pronuncia possa recare gravi pregiudizi ai controinteressati, anche per il lungo tempo trascorso dall’adozione degli atti, e a essa debba seguire il mero rinnovo, in tutto o in parte, della procedura esperita.

IMPUGNAZIONE DI ATTO AMMINISTRATIVO – POTERE DEL G.A. DI RISARCIRE IN DANNO IN LUOGO DELL’ANNULLAMENTO – ESCLUSIONE – artt. 2043, 2097 c.c.

Sulla base del principio della domanda che regola il processo amministrativo, il giudice amministrativo, ritenuta la fondatezza del ricorso, non può ex officio limitarsi a condannare l’amministrazione al risarcimento dei danni conseguenti agli atti illegittimi impugnati anziché procedere al loro annullamento, che abbia formato oggetto della domanda dell’istante ed in ordine al quale persista il suo interesse, ancorché la pronuncia possa recare gravi pregiudizi ai controinteressati, anche per il lungo tempo trascorso dall’adozione degli atti, e ad essa debba seguire il mero rinnovo, in tutto o in parte, della procedura esperita.

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