0004 Repertorio

CORTE DI CASSAZIONE; Sezioni Unite Penali; 15 settembre 2015 n. 37107

STUPEFACENTI – SENTENZA DI PATTEGGIAMENTO PER REATI RELATIVI A “DROGHE LEGGERE” DIVENUTA IRREVOCABILE PRIMA DELLA SENTENZA C. COST. N. 32/2014 – ILLEGALITÀ DELLA PENA – RIDETERMINAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE DELL’ESECUZIONE – MODALITÀ – artt. 132, 133 c.p.; art. 188 disp. att. c.p.p.; art. 73 d.p.r. 309/90; artt. 4-bis, 4-vicies ter d.l. 272/05; l. 49/06

La pena applicata con la sentenza di patteggiamento avente ad oggetto uno o più delitti previsti dall’art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990, relativi alle droghe c.d. leggere, divenuta irrevocabile prima della sentenza n. 32 del 2014 della Corte costituzionale, può essere rideterminata in sede di esecuzione in quanto pena illegale. La rideterminazione avviene ad iniziativa delle parti, con le modalità di cui al procedimento previsto dall’art. 188 disp. att. c.p.p., sottoponendo al giudice dell’esecuzione una nuova pena su cui è stato raggiunto l’accordo. In caso di mancato accordo o di pena concordata ritenuta non congrua il giudice dell’esecuzione provvede autonomamente alla rideterminazione della pena ai sensi degli artt. 132 e 133 c.p..

STUPEFACENTI – DETENZIONE E SPACCIO – ILLECITI RELATIVI A DROGHE LEGGERE – SENTENZA DI PATTEGGIAMENTO IRREVOCABILE – EFFETTI DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 32 DEL 2014 – DISCIPLINA PIÙ FAVOREVOLE – RILEVABILITÀ – INTERVENTO DEL GIUDICE DELL’ESECUZIONE – CONTENUTO – art. 73 d.p.r. 309/90; art. 2 c.p.; artt. 444, 665 c.p.p.; art. 188 disp. att. c.p.p.

La pena applicata con la sentenza di patteggiamento avente a oggetto uno o più delitti previsti dall’articolo 73 del Dpr 9 ottobre 1990 n. 309, relativi a droghe leggere, divenuta irrevocabile prima della sentenza n. 32 del 2014 della Corte costituzionale, può essere rideterminata in sede di esecuzione in quanto pena illegale. La rideterminazione deve avvenire a iniziativa delle parti, con le modalità di cui all’articolo 188 delle disposizioni di attuazione del Cpp, sottoponendo al giudice dell’esecuzione una nuova pena su cui è stato raggiunto l’accordo. Peraltro, in caso di mancato accordo o, comunque, di pena concordata ritenuta non congrua, è il giudice dell’esecuzione a provvedere autonomamente alla rideterminazione della pena.

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