0004 Repertorio

CORTE DI CASSAZIONE; Sezione II Civile; 28 settembre 2015 n. 19131

CONDOMINIO – ASSEMBLEA – DELIBERE – COMPUTO DEI QUORUM COSTITUTIVI E DELIBERATIVI – FORMAZIONE DELLE MAGGIORANZE – CRITERI – DEROGABILITÀ – ESCLUSIONE – CONFLITTO DI INTERESSE TRA IL SINGOLO CONDOMINO E IL CONDOMINIO – OBBLIGO DI ASTENSIONE – ESCLUSIONE – FACOLTÀ DI ASTENSIONE – CONFIGURABILITÀ – EVENTUALE IMPOSSIBILITÀ DI FORMAZIONE DELLA MAGGIORANZA NECESSARIA – RIMEDIO – RICORSO ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA – artt. 1105, 1135, 1136, 2373 c.c.

In tema di condominio, le maggioranze necessarie per l’approvazione delle delibere sono inderogabilmente quelle previste dalla legge in rapporto a tutti i partecipanti e al valore dell’edificio (ovvero in rapporto alla totalità dei millesimi), sia ai fini del conteggio del quorum costitutivo sia di quello deliberativo, compresi i condomini in potenziale conflitto di interesse con il condominio, i quali possono (non debbono) astenersi dall’esercitare il diritto di voto. Pertanto, anche nell’ipotesi di conflitto d’interesse, la deliberazione deve essere presa con il voto favorevole di tanti condomini che rappresentino la maggioranza personale e reale fissata dalla legge e, in caso di mancato raggiungimento della maggioranza necessaria per l’impossibilità di funzionamento del collegio, ciascun partecipante può ricorrere all’autorità giudiziaria.

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