0004 Repertorio

CORTE DI CASSAZIONE; Sezione VI Penale; 14 maggio 2015 n. 20140

STUPEFACENTI – DETENZIONE E SPACCIO – CIRCOSTANZA AGGRAVANTE DELLA INGENTE QUANTITÀ – PRESUPPOSTI – APPREZZAMENTO – EFFETTI NORMATIVI CONSEGUENTI ALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 32 DEL 2014

In tema di circostanza aggravante dell’ingente quantità di sostanza stupefacente, prevista dall’articolo 80, comma 2, del Dpr 9 ottobre 1990 n. 309, il principio di diritto affermato dalle sezioni Unite (sentenza 24 maggio 2012, Pg appello L’Aquila e altro in proc. Biondi), in forza del quale l’aggravante non è di norma ravvisabile quando la quantità sia inferiore a «2000 volte» il valore massimo in milligrammi (valore-soglia), determinato per ogni sostanza nella tabella allegata al Dm 11 aprile 2006, ferma restando la discrezionale valutazione del giudice di merito quando tale quantità sia superata, mantiene validità anche dopo la sentenza n. 32 del 2014 della Corte costituzionale. Infatti, il “senso” della decisione delle sezioni Unite è stato quello di trovare un parametro “convenzionale”, non arbitrario o invasivo delle competenze del legislatore, perché basato sull’esperienza giurisdizionale, cui poter ancorare una applicazione della norma tendenzialmente omogenea su tutto il territorio nazionale, conservando ovviamente gli spazi di libertà interpretativa del giudice in ragione delle peculiarità del caso concreto; cosicché, in questa prospettiva, i parametri indicati nel citato decreto ministeriale costituiscono solo un dato oggettivo da cui muovere e non già il presupposto di legittimità del ragionamento probatorio e dimostrativo.

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