0004 Repertorio

CORTE DI CASSAZIONE; Sezione VI Civile; 21 ottobre 2015 n. 21318

PROCEDIMENTO CIVILE – RISARCIMENTO DEL DANNO – FRAZIONAMENTO DELLA DOMANDA DELLE DIVERSE VOCI DI DANNO – ABUSO DEL PROCESSO – CONSEGUENZE – IMPROPONIBILITÀ DELLA DOMANDA – art. 1175 c.c.

In tema di risarcimento dei danni da responsabilità civile, non è consentito al danneggiato, in presenza di un danno derivante da un unico fatto illecito, riferito alle cose ed alla persona, già verificatosi nella sua completezza, di frazionare la tutela giurisdizionale mediante la proposizione di distinte domande, parcellizzando l’azione extracontrattuale davanti al giudice di pace ed al tribunale in ragione delle rispettive competenze per valore, e ciò neppure mediante riserva di far valere ulteriori e diverse voci di danno in altro procedimento, in quanto tale disarticolazione dell’unitario rapporto sostanziale nascente dallo stesso fatto illecito, oltre ad essere lesiva del generale dovere di correttezza e buona fede, per l’aggravamento della posizione del danneggiante-debitore, si risolve anche in un abuso dello strumento processuale.

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