aa

ECCC 25 febbraio 2014: RICHIAMO AI DONORS PER GARANTIRE EFFETTIVITÀ AI RIMEDI RISARCITORI IN CAMBOGIA

Le Sezioni Straordinarie delle Corti cambogiane preposte alla repressione dei crimini del regime dei Khmer rossi hanno di recente emanato un comunicato di invito alle organizzazioni contributrici di integrazione dei fondi da destinare ai risarcimenti alle vittime. Il comunicato costituisce un’opportunità di riflessione sulla natura e sull’effettività della repressione dei crimini internazionali, nonché sui limiti intrinseci della giurisdizione nei confronti della medesima.

Per la Cambogia la consumazione di crimini contro l’umanità è avvenuta al di fuori di un contesto di vero e proprio conflitto, essendo la stessa accaduta in carenza di una contesa del potere in termini militari. La repressione dei medesimi si è, dunque, correttamente svolta all’interno del sistema giudiziario dello stesso Paese coinvolto dagli orrori, mediante l’istituzione di Sezioni specificamente preposte alla repressione dei crimini ed al risarcimento delle vittime o dei rispettivi parenti.

Come generalmente avviene, tuttavia, nella consumazione di crimini internazionali si assiste ad una duplice peculiarità: l’impiego di ingenti risorse (ovvero di strumenti militari di offesa non sempre disponibili alla criminalità comune), così come ancor più l’estrema estensione degli effetti lesivi degli illeciti, incompatibile con un ordinario ricorso alla responsabilità patrimoniale.

Le stesse Nazioni, al cui interno si verificano tali crimini, già sul piano economico del resto si presentano nella generalità dei casi in condizione di non poter sostenere una responsabilità patrimoniale nei confronti delle vittime in ragione del loro coinvolgimento in situazioni di conflitto interno o, per lo meno, di estremo degrado economico-sociale. Sul piano politico e giuridico, inoltre, si assiste, sempre nella generalità delle ipotesi, al declino della responsabilità dei nuovi regimi subentranti per le azioni criminose commesse da quelli precedenti (al di fuori di un fenomeno successorio nell’esercizio della sovranità non sarebbe del resto nemmeno configurabile una concreta reazione giudiziaria nei confronti di illeciti compiuti da forze militari governative, come nel caso della Cambogia).

Si assiste pertanto al fenomeno della contribuzione volontaria da parte di Paesi terzi interessati a costituire specifici rapporti economici con i Paesi di destinazione (il più delle volte anche nella prospettiva di parteciparne alla relativa ricostruzione) o di organizzazioni internazionali governative e non. Da un lato può apprezzarsi il ruolo della responsabilità nel mitigare le tragedie individuali collegate non solo ai conflitti, ma anche a logiche perverse nella gestione del potere, ma dall’altro devono pur sempre rilevarsi i pericoli dei sistemi in cui i rimedi risarcitori non sono direttamente connessi alla responsabilità patrimoniale dei soggetti agenti (intendendo in quest’ultima accezione non solo i singoli individui, nei cui confronti opera comunque anche il deterrente penale, ma anche le istituzioni o le imprese private nel cui interesse operano i primi).

Sarà interessante verificare quanto la Comunità internazionale si dimostrerà effettivamente interessata a manifestare concreta solidarietà nei confronti delle vittime di un orrore ormai quasi dimenticato…

                                                                                                                        G.P.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi