images

C.G.A.R.S. 536/14: AVVOCATI, INIZIARE DA CARTA, PENNA E CALAMAIO!

Tra gli omaggi alle vanitates, che sempre più adornano le aule di giustizia, si segnala questa pronuncia del Consiglio di Giustizia per la Regione Siciliana (organo di appello con giurisdizione del tutto equiparata al Consiglio di Stato, per quanto limitata al solo territorio della Sicilia) per l’estrema singolarità non solo del contenuto, ma anche degli effetti, che, non si sa fino a che punto consapevolmente, ne derivano.

Il collegio giudicante si lancia in una serie di prescrizioni formali, inerenti all’estensione, l’impaginazione e persino il carattere tipografico (sotto quest’ultimo profilo, peraltro, non si è spinto a prescriverne specificamente il tipo, forse anche per non imbarazzare i giudici che ordinariamente impiegano il comic per redigere le proprie sentenze…) degli atti di parte nel processo amministrativo: esige dall’avvocatura chiarezza, sintesi (a prescindere magari dalla complessità dell’oggetto del contendere…) e persino estetica.

Senso pratico, nel costante rumore di sottofondo, indurrebbe a non dedicare troppa attenzione, a far spallucce con un mah… e lasciar cadere nel dimenticatoio uno dei tanti precedenti destinati a non lasciar più di tanto seguito, ma per i perditempo come il sottoscritto almeno quattro sono le perplessità di carattere metodologico che meritano di essere evidenziate.

Innanzitutto, a fronte di una difesa strumentalmente scorretta, svolta secondo criteri espositivi idonei ad indurre in confusione avversari e giudicanti (così, almeno, sembrerebbe essere avvenuto nel caso di specie…), anziché un’ordinanza di rimessione in termini con prescrizioni di carattere formale non sarebbe stato più prevedibile aspettarsi una pronuncia declaratoria dell’inammissibilità dell’impugnazione per incomprensibilità del titolo, ai sensi degli artt. 164, comma 4, 342, 156, comma 2, c.p.c. e 39 c.p.a. e conseguente condanna dell’appellante per responsabilità aggravata ai sensi degli artt. 96 c.p.c. e 39 c.p.a.? Con questa ordinanza di carattere didattico, di fatto, la parte inosservante dei propri oneri di impulso processuale si è vista premiata con un’atipica rimessione in termini dal titolo totalmente gratuito.

                                                                                               G.P.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi